Antica Grecia. La guerra tra Atene e Sparta è ancora accesa.
Approdo del pellegrino era una città portuale in cui si fermavano in molti per riposare o commerciare, altri invece vi giungevano in cerca di lavoro. Quattro giovani avventurieri si conobbero nella locanda affollata, mentre cercavano un tavolo in cui poter accomodarsi per un pasto veloce. Urotas, un nano sacerdote di Apollo, era stato mandato in città per portare le benedizioni del Dio e assieme a lui chiesero di potersi accomodare anche due mezz'elfi: Uzur, uno stregone del culto di Nergal, e Althea, una spadaccina che le piaceva esibirsi con le sue spade. Mentre i tre stavano parlando li raggiunse un altro uomo, all'apparenza umano, ma molto più alto della media. Chiese anche lui di potersi aggregare alla combriccola e si presentò come Kastor, guerriero spartano. Finito il pasto dovettero lasciare libero il tavolo in fretta per la grande affluenza di persone e riuscirono a stento a chiedere alla locandiera di indirizzarli verso qualcuno che potesse offrire loro del lavoro. La donna li indirizzò ai Campi di Apollo, dove viveva un anziano, Elpenore, che da un po' cercava avventurieri per farsi fare un favore. I quattro compagni pagarono lasciando una piccola mancia e in seguito partirono seguendo le indicazioni che aveva lasciato loro la locandiera.
In un paio d'ore raggiunsero i Campi di Apollo dove, per chiedere informazioni, fecero riferimento ad una signora anziana. Quando nominarono Elpenore, la signora capì subito di chi stavano parlando e li indirizzò in fondo alla via dove si trovava una vecchia villetta. Ringraziarono l'anziana per l'aiuto e la lasciarono rientrare per andare a preparare la cena. Arrivati in fondo alla via, entrarono nella proprietà della viletta, dove un uomo stava badando a delle capre. Lo chiamarono credendo che fosse Elpenore, invece l'uomo si presentò come Ocito, il custode delle capre. Elpenore uscì dalla villetta poco dopo chiedendo ai quattro giovani che cosa ci facessero da quelle parti. I quattro riferirono di aver ricevuto notizia che un uomo stava cercando avventurieri a cui affidare una commessa. Elpenore si identificò come quell'uomo e parlò loro del lavoro che voleva affidargli: un gruppo di banditi che si facevano chiamare "i falchi di Andro", avevano rapito alcune sacerdotesse di Apollo ed Elpenore chiese agli avventurieri di salvarle, inoltre, chiese di non uccidere Astra, una dei banditi, perché era una sua cara amica. Come ricompensa offrì al gruppo la sua villa dicendo che ormai era troppo vecchio per rimanere ancora lì. Urotas fu il primo ad accettare, non poteva tollerare che delle sacerdotesse di Apollo fossero state rapite da degli infami banditi e, dopo di lui, accettarono anche Althea, Uzur e Kastor. Decisero di partire subito, così s'incamminarono verso i boschi che gli erano stati indicati da Elpenore.
Poco lontano dai Campi di Apollo trovarono un tempio dedicato ad Artemide, da cui corse loro incontro una giovane novizia che chiedeva aiuto. La sacerdotessa del tempio era stata rapita dagli stessi banditi che stavano cercando e doveva essere salvata. La novizia raccontò al gruppo che la sacerdotessa era andata nel bosco per porre fine alle sofferenze di Orgu, un orso leggendario impazzito a causa di gravi ferite provocate probabilmente dagli attacchi degli stessi banditi, e non era più tornata. L'avvenimento era assai strano perché la sacerdotessa era un'abile cacciatrice che non si sarebbe mai fatta uccidere dall'orso, e sapendo dell'attività di quei banditi la spiegazione della sua scomparsa poteva essere soltanto quella del rapimento. Così gli avventurieri accettarono sia di salvare la sacerdotessa di Artemide, sia di uccidere l'orso Orgu. Si fecero dare ulteriori informazioni riguardo il posto in cui avrebbero potuto trovare la bestia e i banditi e la novizia fu ben disposta a dar loro quelle informazioni.
Raggiunsero il bosco a pomeriggio inoltrato. Le ombre che si allungavano sul sottobosco rendevano suggestiva l'atmosfera. Oltre al cantare di qualche uccello e al grufolare di qualche altro animale si sentivano ben pochi altri rumori e uno solo di quelli attirò l'attenzione degli avventurieri. Poco lontano da loro sentivano i passi pesanti di una carica che si avvicinavano sempre di più. I passi provenivano sia dalle loro spalle che da davanti e il primo a mostrarsi fu un orso scuro che andava loro incontro, sfidandoli.
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