I viandanti dell'ade - Capitolo 3

Le ragnatele si facevano sempre più fitte lungo le pareti, il soffitto e il pavimento della grotta. Un brevissimo corridoio portava ad un'altra stanza, poco illuminata, dove gli avventurieri trovarono le ragazze del tempio di Apollo e la sacerdotessa di Artemide rapite. Le ragazze erano state tutte fatte a pezzi, mentre la sacerdotessa era ancora viva, rinchiusa in una gabbia posizionata davanti alla parete opposta della grotta. Nel momento in cui i viaggiatori cercarono di entrare per salvare la sacerdotessa vennero colti alla sprovvista da una bestia davvero inconsueta. Una creatura metà ragno e metà elfo oscuro, che si proclamò essere un drider che voleva avere informazioni riguardo una maschera: la maschera del signore dai mille volti, la quale, sembrerebbe fomentare la guerra tra Atene e Sparta e sembrerebbe provenire dalle fila dell'esercito di Serse. Gli avventurieri non sapevano nulla di quella maschera e non avrebbero certo lasciato la sacerdotessa a quell'immonda creatura. Vista la risolutezza del gruppo, il drider decise di ucciderli tutti, ma non aveva ancora conosciuto la stoffa di cui erano fatti i suoi avversari. Fu uno scontro abbastanza complicato per i quattro eroi, soprattutto per le ragnatele che rendevano difficile qualsiasi movimento; alla fine riuscirono comunque a prevalere e ad avere la meglio. Agli ultimi colpi, mentre Althea, Kastor e Urotas tenevano occupato il mostro, Uzur riuscì a liberare la sacerdotessa. Finito lo scontro si presero cura della sacerdotessa di Artemide che una volta rincuorata si presentò come Aelena.

Uscirono dalla caverna e riportarono Aelena al tempio di Artemide dove vennero accolti a braccia aperte dalla ragazza che aveva chiesto loro di cercare la sacerdotessa. Dopo aver ricevuto la gratitudine di tutto il tempio, il gruppo tornò alla villa di Elpenore per dargli la bella notizia e per assicurarsi che Astra fosse uscita dal bosco sana e salva. Elpenore li ringraziò moltissimo e, come promesso, li ricompensò donando loro la sua villa e i suoi terreni. Il suo più fedele servitore, Ocito, decise di rimanere per prendersi cura delle capre e dell'orto, visto che i nuovi padroni di casa non ne sarebbero mai stati in grado. La mezza giornata che gli rimase la impiegarono per recuperare le forze per poi ripartire il giorno dopo per il santuario di Delphi, dove avrebbero cercato ulteriori informazioni riguardo la maschera di cui parlava il drider.

Il mattino seguente partirono di buon'ora e verso l'ora di pranzo raggiunsero il santuario di Delphi. Fuori dalle mura del santuario c'erano moltissime tende di pellegrini venuti da lontano, mentre all'interno, il santuario brulicava di mercanti e piccoli punti di ristoro. Il luogo sacro era dedicato prevalentemente al dio Apollo, ma c'erano anche santuari dedicate ad altre divinità. Cominciarono a chiedere informazioni riguardo a chi avrebbero potuto rivolgersi per avere informazioni sulla maschera e vennero indirizzati verso l'oracolo di Apollo. Chiesero quindi udienza e dopo aver avuto la possibilità di saltare la fila di richiedenti udienza per chissà quale motivo, incontrarono l'oracolo. La donna disse loro che li stava aspettando e che aveva avuto una visione che li riguardava. Li consigliò di fare attenzione alle "Maschere di sangue" in quanto li vide battersi contro quelle persone, tuttavia non seppe dire loro se li avrebbero portati alla morte o meno. L'oracolo non seppe dar loro altre informazioni riguardo la maschera di cui aveva parlato il drider, così la ringraziarono e lasciarono il posto alle altre persone. Si accamparono fuori dal santuario per la notte e il mattino seguente ripartirono per tornare a casa.

Tornati alla villa, cominciarono a dedicarsi ai possibili lavori che si sarebbero dovuti effettuare sulla struttura. Molte parti dovevano essere parzialmente ricostruite in quanto stavano per crollare a pezzi. Progettarono, inoltre, di costruire anche una piccola stalla per dei cavalli. Per far fronte a tutti i lavori, tuttavia, avrebbero avuto bisogno di soldi, quindi, soprattutto con l'aiuto di Ocito, cominciarono a spargere la voce della presenza dei "viandanti dell'ade", un gruppo di avventurieri che si sarebbe offerto per "lavoretti" che le persone comuni avrebbero fatto fatica a portare a termine. Un paio di giorni dopo, una donna, bella e ben vestita si presentò alla porta della villa assieme a una guardia del corpo.

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